Scrive Marco Tosatti nella sua rubrica su “La Stampa” on-line:

«Più esplicita e precisa invece è stata la risposta alla questione posta in toni “disperati” da un vescovo di una piccola diocesi (quarantamila abitanti) che si lamentava perché una parte del clero è “conservatrice” e non vuole dare la comunione sulla mano. Il Papa gli ha consigliato di prendere provvedimenti severi, perché non si può difendere il Corpo di Cristo offendendo il Corpo sociale di Cristo. C’è da chiedersi di che ampiezza sia il fenomeno (non ci sono notizie di folle tumultuanti per le strade implorando l’ostia sulla mano) e quanta sia la capacità di gestione umana delle situazioni del presule….. ».

Mio commento: Mi immagino la ressa degli Eccellentissimi che vogliono farsi vedere dal Papa, e lasciare La Loro Traccia Indelebile Nel Libro Della Storia,  e quindi si affollano come scolaretti intorno alla maestra, e però non sanno cosa dire… ecco, quello è il momento in cui il diavoletto infila destramente il suo forcone tra i piedi vescovili, et voilà! la domandina raccogliticcia e stupidina fiorisce all’improvviso nel cervello, figlia della premura e della smania da palcoscenico. Al povero vescovo avrei ricordato la massima di non so più chi (a me l’hanno venduta per essere di san Francesco di Sales, ma non ne sono certo), regola aurea per il buon governo di una comunità: «Omnia videre, pauca corrigere, multa dissimulare». Soprattutto l’ultima. Evidentemente gli Eccellentissimi non frequentano più i buoni libri di meditazione.

La risposta del Papa mi lascia un poco interdetto. Quando distribuisco la Comunione lo faccio sia sulla mano che sulle labbra, a seconda dell’atteggiamento di chi si presenta, ma francamente la prima modalità mi piace poco: ogni tanto devo richiamare chi decide di farsi la sua personale processione eucaristica, o quelli che vengono a ricevere il Corpo di Cristo chiacchierando tra loro, salutando i conoscenti rimasti seduti al loro posto, o ignorando i gesti corretti da compiere. E pensare che i padri della Chiesa parlavano dell’altissimum mysterium. Mi chiedo: ma chi viene a fare la Comunione oggi nelle nostre chiese, ha il requisito minimo per accostarsi all’Eucaristia, cioè “discernere il Corpo di Cristo e il pane comune”? “Abbassare l’asticella” ha davvero favorito la crescita spirituale dei nostri cristiani?

 

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Un pensiero su “Vescovi disperati

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