KEITH-HARING_The-Marriage-of-Heaven-and-Hell-1984…Perché voi incomincerete con il rispetto. Non direte: la vecchia che accende un cero e borbotta una preghiera è una superstiziosa. O: quell’uomo innamorato di un bambino non è che un pederasta. O: questo rivoluzionario incallito è un piantagrane. O: quel prete che va a letto con una donna è un cattivo prete. O: quella donna bisbetica e che opprime i suoi figli è malata. Non direte niente di simile. Non metterete vostro fratello e il vostro prossimo in una prigione. Non ucciderai.
Incomincerete con il rispetto. Non direte: Dio è questo o quello, esiste o non esiste (cioè: è come io lo immagino o: non è come lo immagino). Non mi farete dire quello che vi conviene. Non trarrete profitto da ciò che giunga da lontano alle vostre orecchie per giustificare le vostre malefatte. Non farai immagini di me.
Non vi butterete da una parte o dall’altra, secondo l’umore, il potere che vi spinge, secondo la moda, le convenienze, le comodità. Resterete fondati sulla roccia , irremovibili per ciò che riguarda la verità e la giustizia. Ma saprete che la verità e la giustizia non sono vostre e che niente mi fa così orrore come il fanatismo e l’odiosa confisca di beni senza prezzo. Non venererete né il denaro, né la violenza, né i poteri, né i vostri piaceri, né qualche signore o maestro o padre, né voi stessi. Voi sarete liberi. Non avrai altro Dio oltre a me.
Incomincerete con il rispetto. Lascerete padre e madre, per vivere la vostra vita, sotto il mio sole. Non sostituirete vostro padre o vostra madre con qualcun altro neppure e soprattutto col pretesto di servirmi meglio. Li lascerete, andrete abbastanza lontano per riconoscerli come sono, per conoscerli, uomo e donna, molto simili a quello che voi siete, e per essere loro grati di avervi donata la vita. Perché anche se non vi hanno dato niente di più, e anche se non vi hanno voluti e desiderati – o se vi hanno trasmesso il loro male e la loro miseria – vi hanno dato la vita, qualche cosa di ciò che è al di sopra di loro e viene da me è passato in loro, e voi siete nati, voi che, senza di loro, non esistereste. Così, voi sarete (forse a caro prezzo), riconciliati con loro. Onorerai tuo padre e tua madre.
Incomincerete con il rispetto. Non prenderete all’altro ciò che è suo, ciò che fa parte della sua vita, ciò che lo fa vivere, ciò che lo sostiene nell’esistenza. Non gli prenderete il nutrimento, non gli prenderete il lavoro, non gli prenderete la casa, non gli prenderete quelli che ama: la sua donna, i suoi figli, i suoi fratelli, i suoi amici. Non gli prenderete le sue certezze, la sua speranza, il suo desiderio, l’opera in cui mette il suo spirito, il suo cuore e le sue mani. Non gli prenderete la vita. Non gli prenderete la morte. Non gli strapperete per forza nulla di ciò che lo tiene in vita. Non prenderai la roba d’altri. Non prenderai la donna d’altri.
Incomincerete con il rispetto. Non tratterete nessuno come codardo, buono a nulla, mascalzone, non tratterete nessuno da borghese, da negro, da sbirro, da bolscevico, sapendo d’altronde che ciò che in bocca vostra è ingiurioso per lui può essere segno di dignità. Di chiunque non farete semplice oggetto del vostro piacere. Non insozzerete la parola umana, in cui io mi trovo, non insozzerete la vostra parola con la negazione della giustizia, con l’invito ingannatore, con il disprezzo offensivo, con l’alterazione della verità, con il ricatto o con qualunque cosa che induca altri all’errore o all’infelicità. Se voi parlate male di me, non lo considererò con troppo rigore perché forse non sapete parlar bene di me; saprò ascoltare le vostre grida, le vostre imprecazioni, le vostre mormorazioni. Saprò anche capire che, non conoscendomi o malauguratamente indotti a vedermi completamente diverso da ciò che sono, possiate arrivare fino a maledirmi, o da disinteressarvi di me. Ma non vi perdonerò se vi ostinerete a schiacciare ciò che testimonia di me là dove voi siete: il rispetto della verità, il rispetto della vita e, segno tra i segni, il rispetto di colui che è vostro simile e vostro prossimo, l’altro uomo. Tu non bestemmierai, tu non darai falsa testimonianza.
Non vivrete soltanto per il lavoro, o per il denaro, o per i vostri giochi, o per accrescere il vostro potere, o per assicurare la sistemazione ed il profitto dei vostri. Incomincerete a riservare nelle vostre vite uno spazio alla gratuità in cui sarete disponibili a ciò che avviene, attenti a ciò che non ha prezzo. Rispetterete con cura il posto dove io mi trovo. Così tu dovrai rispettare il mio Giorno.
Incomincerete con il rispetto. Allora vi sarà concesso di entrare in questo cammino dell’impossibile in cui soffrirete moltissimo ed in cui nessuno vi toglierà la vostra gioia. Questa è la porta della mia felicità.

(Maurice Bellet: revue Christus, n.84, giugno 1974, pag. 472 – 473).

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