S. Ignazio di Loyola

Ho trovato su un sito questo schema per la preghiera quotidiana, che riprende sostanzialmente l'”Examen” di sant’Ignazio di Loyola. Mi è sembrato interessante, perciò l’ho tradotto in italiano e lo offro ai viandanti della rete. E sì, conosco troppo poco la spiritualità ignaziana…

L’esame quotidiano in sei semplici passi

S. Ignazio di Loyola è un grande santo per le nostre vite superoccupate.

I suoi primi seguaci si trovarono a dover affrontare il problema di non riuscire a pregare abbastanza spesso durante il giorno. Così s. Ignazio raccomandò una pratica che ciamò “Esame” (o “Examen”, in latino), una forma di preghiera interiore da farsi alla fine della giornata.

1. Trova un posto tranquillo

Va’ dove il cellulare, internet, la televisione, i famigliari o il lavoro non possono disturbarti. Potresti crearti un angolo tranquillo (una visuale rilassante, una camera ritirata) che ti aiuti a concentrarti nella preghiera. La tua postura dovrebbe essere confortevole ma che non concilii il sonno­. Stai per fare maggiore attenzione agli avvenimenti della tua vita quotidiana, quindi non girarti dall’altra parte e….. Zzzz.

2. Pensa a un momento per il quale ringraziare

Ti viene in mente un momento nella giornata di oggi che ti dia motivo di ringraziare il Signore? Ricorda come ti sei sentito in quel momento. Lascia emergere i tuoi sentimenti di gratitudine, riconoscendo che ogni dono viene da Dio.

3. Chiedì la libertà

La libertà è uno degli elementi fondamentali della spiritualità cattolica. Per libertà non intendiamo “fare qualsiasi cosa si abbia voglia di fare”. Noi desideriamo la libertà dalle cose che spesso ci inducono in errore, ci distraggono o inquinano il nostro giudizio.  Noi chiediamo che lo Spirito Santo ci indichi la strada per essere liberi da questi ostacoli, così che possiamo vedere gli avvenimenti della nostra vita così come sono, non come vorremmo che fossero e neppure come li abbiamo conosciuti attraverso la lente dei nostri pregiudizi. Per esempio: «Ho litigato con il mio migliore amico, ed ero convinto che egli mi avesse provocato intenzionalmente. Quando ho ripensato più profondamente a questo evento, mi sono reso conto che anch’io lo avevo ferito con parole che lo avevano spinto a reagire aspramente; questo non scusa il suo comportamento, ma mi invita a prestare attenzione al mio ruolo nella relazione».

4. Rivedi la tua giornata

Cerca di riportare alla mente gli avvenimenti del giorno che è trascorso come se stessi guardando un film. Che cosa è successo quando ti sei alzato, mentre eri a pranzo o tornavi a casa dalla scuola o dal lavoro? Chi hai incontrato? Richiama i tuoi sentimenti, positivi o negativi, durante la giornata e rifletti sui momenti che ti sembrano significativi. Questi sono gli avvenimenti sui quali Dio sta cercando di dirti qualcosa di più. Esaminali più profondamente.

5. Parla con Dio

Di’ a Dio quel che hai in mente. Puoi esprimere gratitudine per qualcosa che ti ha portato conslazione. Puoi chiedere perdono per un momento nel quale non sei stato all’altezza delle attese. Puoi cercare l’aiuto di Dio per un problema particolare. In ogni caso, questo è il tuo tempo per stare con Dio, che conosce sempre le tue necessità. La nostra preghiera esiste per cambiare noi stessi, non per cambiare Dio. Questo è il nostro momento per progettare la persona che Dio vuole che noi diventiamo.

6. Finisci la tua preghiera

Concludi il tuo tempo di preghiera con un un “Padre Nostro” o un’altra preghiera a tuo piacimento.

Segni ricorrenti

Quando la pratica dell’Esame è portata avanti regolarmente, iniziamo a vedere i segni ricorrenti della consolazione (i momenti in cui ti senti più vitale, pieno di energia, collegato a Dio) o della desolazione (quando senti la lontananza di Dio o la mancanza di speranza). Per esempio: puoi scoprire che quando sei con una certa persona ti senti particolarmente pieno di energia, o magari lo è lei/lui. La cosa può portarti a sviluppare una più profonda relazione con quella persona. Oppure potresti notare che quando stai svolgendo un certo compito al lavoro, ti senti più energico e progettuale, e trovi fantastico il tuo lavoro. In questo modo puoi concentrare le energie in queste iniziative. Potresti anche sperimentare i segni della desolazione: per esempio, quando sei in un particolare gruppo, ti senti trascinato controvoglia nel dramma e finisci per fare pettegolezzi. Presta attenzione alle tue emozioni in queste situazioni.

Quando iniziamo a notare questi segni nelle nostre vite, incominciamo a vedere che Dio vuole consolarci. In questi momenti il nostro incontro con Dio si fa più profondo: ci rendiamo conto che egli “sbircia” nella nostra vita, sperando che noi semplicemente ci accorgiamo della sua presenza nei ritmi della nostra giornata.

Suggerimenti

– all’inizio, dedica all’Esame 10-15 minuti alla fine di ogni giorno. Quando ti senti a tuo agio, aggiungi un’altro Esame all’ora di pranzo.

– tieni un diario della tua esperienza con l’Esame. Prendi una breve nota dei momenti di consolazione e desolazione e di come ti senti.

– non stressarti con i dettagli: “Sto facendo questa cosa nel modo giusto?” “Ho dimenticato un momento importante della mia giornata?”. Dio non giudica la forma. Prega e basta.

[Lieto di constatare che il testo da me tradotto è stato ripreso qui]

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