No, non è il titolo con cui il Santo Padre si rivolge alla Superiora delle Orsoline: è semplicemente il plurale di referendum che, fino a prova contraria, è parola latina (come quorum, aut aut, ad personam, una tantum, e così via). L’italiano però accoglie referendum come parola straniera e quindi indeclinabile, e così noi la usiamo (noi italiani, non è un plurale maiestatico…).

Dunque, anche questo passaggio è stato compiuto: ora resta da vedere che cosa succederà, nel già terremotato panorama politico nostrano. Essendo abituato a vedere tutto e il contrario di tutto, non mi aspetto più niente. Le cose che spero difficilmente si avvereranno: una vera legge elettorale, che rimetta in relazione tra loro la base del nostro Paese e la sua inguardabile classe politica; delle amministrazioni locali efficienti, chè poi questo ci interessa: strade asfaltate, treni che viaggino, ospedali puliti, tasse equilibrate, città pulite… insomma il “buon governo” che tanti sbandierano prima delle elezioni e poi si affrettano a dimenticare una volta eletti.

Sto facendo un po’ di facile demagogia? Forse. Ma mi basta guardare sull’allea di viale Matteotti per vedere tanti piccoli monumenti colorati che s’innalzano tra gli alberi, a futura memoria di un’operazione velleitaria, messa in cantiere male e peggio gestita da gente che si direbbe non ci passi mai, da quel viale…

In compenso, voglio dire la mia anche sulla mancata cittadinanza onoraria a Saviano. Io non sono andato a sentirlo, le due volte che è venuto a Pavia (un po’ per pigrizia, un po’ per agorafobia… chissà). In compenso ho letto il suo libro, e ho ascoltato le sue parole in alcune occasioni televisive. E se fossi un amministratore pubblico, mi lascerei mettere in crisi dalle sue denunce, nel senso che mi preoccuperei di verificare per bene la situazione. Ci sono stati alcuni segnali inquietanti, ultimamente, che non mi tranquillizzano. L’alternativa, per me che sono un ecclesiastico, sarebbe quella di far la figura del cardinale Ruffini, arcivescovo di Palermo negli anni sessanta: affermava che la mafia non esisteva… E si è visto poi com’è andata e come sta andando tuttora. Lasciarsi mettere in crisi, saper coltivare il dubbio, non adagiarsi sulle proprie certezze: se una persona mi spinge a questo atteggiamento con le sue parole (e magari rischiando anche la sua pelle) merita il mio sostegno e la mia solidarietà, anche se dice cose scomode per me. Le persone intelligenti sono quelle che si fanno le domande (e se le lasciano fare), non quelle che hanno già tutte le risposte.

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