Parlare in termini teorici del rapporto con l’altro è sempre rischioso: lo sappiamo, non esiste un “altro” astratto, ma esistono tanti “altri”, che per ognuno di noi assumono i volti delle persone conosciute, del fidanzato o della moglie, del mio capobranco o della professoressa di matematica… l’altro/altra che mi ama/mi odia, che cammina insieme a me o che mi ostacola, che trova in me la sua gioia o la sua sofferenza.

Dunque, si conosce veramente l’altro solo se se ne fa concretamente l’esperienza. Nella mia vita di prete, sono stato molte volte al capezzale degli infermi, ma ho capito davvero cosa significa essere malato solo quando ho sperimentato su di me cosa vuol dire essere in un letto, incapace del gesto più quotidiano. A quel punto ho compreso il significato di quell’espressione americana, “walk in another’s shoes”, camminare nelle scarpe di un altro, che rende l’idea meglio che non il nostro “mettersi nei panni di qualcuno”, perché i panni degli altri possono anche essere comodi, ma le scarpe raramente lo sono.

Ciò che ci impedisce di camminare nelle altrui calzature, e quindi di conoscere gli altri, è (sempre!) il nostro “io ipertrofico”, ovvero la mancanza di un po’ di umiltà (che secondo me non è la vocazione a fare lo zerbino di qualcuno, ma la capacità di riconoscersi per quel che si è, capacità e limiti compresi). Per entrare in relazione con l’altro occorre spogliarsi del proprio egocentrismo, e mettersi “nelle sue scarpe”, modulando il ritmo dei passi non sulla propria velocità, ma sulla debolezza altrui. Credo che questo potrebbe essere un commento di quel passo del vangelo in cui Gesù invita a seguirlo “rinnegando se stessi” (Mc 8, 34). Chi prende Lui come riferimento della propria vita non può evitare questo passaggio impegnativo, che conduce subito al gradino successivo: prendere la croce. E qui ci si potrebbe anche spaventare…

Eppure il gesto d’amore più vero è proprio il mettere in secondo piano le proprie esigenze, i propri desideri, progetti, soddisfazioni, a favore dell’altro. É quello che fanno quotidianamente milioni di genitori per i loro figli, per esempio: e magari rischiano la propria vita, si privano del sostentamento necessario pur di assicurare la sopravvivenza dei loro bambini.  Dunque non è un fatto poi così raro, e nemmeno impossibile. Rinnegare se stessi è una cosa sola con il prendere la croce, che è il gesto d’amore assoluto, con cui unisco il sacrificio di me stesso al sacrificio di Cristo, che nella croce abbracciata liberamente si manifesta in tutta la sua grandezza.

Credo che molte crisi (nella vita di relazione, nel matrimonio, nella condivisione del servizio) nascano proprio da questa indisponibilità al sacrificio che ci è stata inculcata dalla cultura contemporanea, tutta tesa invece alla soddisfazione delle personali esigenze e all’affermazione di sé a scapito dell’altro. La strada del Vangelo è un’altra, impegnativa ma sicuramente autentica.

D’altra parte, il mistero della Parola che si fa carne non è proprio la scelta di Dio di camminare non solo sulle nostre strade, ma addirittura con piedi come i nostri? Gesù è Dio che condivide la nostra fragilità umana in tutto fuorchè il peccato, che soffre il nostro dolore, che vive la nostra vita, che muore della nostra morte perchè noi possiamo risorgere della sua risurrezione. La luce del Natale si allunga già verso il triduo pasquale: come ricorda la tradizione dell’iconografia orientale, dove il Bimbo avvolto in fasce nella culla viene raffigurato in modo da rimandare subito al Figlio dell’uomo avvolto nel sudario e deposto nella tomba.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...