L’agonia del cristianesimo! Ha ragione chi dice che il cristianesimo deve ritrovare i cammini della terra e le quotidiane preoccupazioni degli uomini; e ha ragione chi pensa che deve invece restaurare nella sua sacra altezza la parola di Dio. Ha meno ragione però, di dire “invece”. Perché non si tratta più, effettivamente, per raggiungere gli uomini, di dedurre dalle encicliche una “dottrina sociale cristiana” che perda il fiato, in modo penoso per il suo prestigio, con cinquant’anni di ritardo sullo sviluppo delle idee e dei fatti. Quando Cristo ha detto: “il mio regno non è di questo mondo” non ci ha detto che noi non siamo di questo mondo, ma che il suo messaggio non era direttamente destinato alla felice sistemazione di questo mondo. A questa sistemazione noi vogliamo lavorare affrontando direttamente le difficoltà dell’ora, e non avvilire la trascendenza cristiana con sistemazioni zoppicanti, ridicole davanti al mondo e ridicole davanti a Dio.
(E. Mounier, Agonia del cristianesimo, “Il Politecnico”, n. 31-32, luglio-agosto 1946, p. 8).
L’agonia del cristianesimo
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chi va con lo zoppo impara a zoppicare